Tour de France 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Nelle ultime tre tappe ne vince due (nell’altra è terzo) e si prende anche la maglia a pois. L’impresa più grande, seppur aiutato dalla fortuna, è quella di oggi, nella tappa regina, dopo due giorni già estenuanti in fuga. Ha ancora comunque energie da vendere e non si risparmia, senza esitare ad addossarsi, assieme alla squadra, il peso della corsa si dalle prime fasi di corsa. Nel finale la dea bendata ci mezzo lo zampino, anche se per come ha corso e per le sue caratteristiche, non è da escludere che potesse vincere lo stesso.
  • Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe): Forse stavolta doveva crederci di più e poteva anche vincere la tappa, ma questo risultato è indubbiamente la conferma di un Tour di altissimo livello per il belga, che ribadisce come la seconda forza di questa edizione è indubbiamente lui. Il suo attacco finale fa male a tutti i rivali diretti, permettendogli di rifilare loro distacchi anche abbastanza consistenti fissando sostanzialmente una classifica finale che può guardare con orgoglio dopo le difficoltà e le critiche degli ultimi anni
  • Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG): Giornata all’insegna della generosità per il campione del mondo, che decide di accontentarsi (pensando anche a domani) per aiutare Isaac Del Toro nella conquista del podio e della Maglia Bianca. Forse fa anche troppo in alcuni frangenti, mettendo in difficoltà il suo apprendista, ma vedere una Maglia Gialla che tira per un suo compagno, specialmente in salita, non è qualcosa che capita tutti i giorni. E se per la prima volta qualcuno lo stacca in salita, è evidente a tutti che glielo ha lasciato fare.
  • Paul Seixas (Decathlon CMA CGM): A 19 anni quel che fa resta straordinario, ma ovviamente il bilancio della giornata odierna è negativo. La prestazione non intacca in niente talento e uno splendido Tour, visto che alla sua età la maggior parte dei grandi campioni di oggi, con i quali se la gioca alla pari, non era neanche professionista. Ha anche il merito di volerci provare comunque, pur sapendo di non essere al meglio, per non accontentarsi e non avere rimpianti. Nel finale perde poi tantissimo, anche se alla fine la quarta posizione riesce comunque a conservarla.
  • Sepp Kuss (Visma|Lease a Bike): Errori inconsueti per l’esperto corridore americano, che si fa prendere dalla troppa foga in un finale in cui sembrava ormai essere riuscito ad apparecchiarsi uno splendido successo, l’ennesimo di una carriera da gregario con licenza di colpire perfettamente sfruttata. Già in precedenza aveva mostrato forse di correre qualche rischio di troppo e alla fine così è stato, con due scivolate dettate forse anche dal nervosismo e dalla tensione di voler ribaltare le sfortune di una squadra che ha vissuto un Tour difficile e che ormai rimarrà verosimilmente a secco.
  • Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step): Il francese ci ha messo la generosità e il coraggio, ma oggi conferma quanto emerso già ieri, quando era stato costretto a lasciar andare una fuga che poi era arrivata al traguardo. Grimpeur puro, anche lui è stato in fuga ogni giorno di questo trittico alpino, ma il confronto con Carapaz è impietoso, venendo superato ampiamente nella lotta per la maglia a pois, nella quale aveva invece un margine importante alla vigilia. Se nel complesso non è che abbia sbagliato qualcosa, anche se forse qui e lì spende troppo, la sconfitta appare comunque palese.

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